Patagonia Expedition Race, il racconto di Marco Ponteri

Il team italiano capitanato dal sondriese Marco Ponteri ha concluso in sesta posizione la Patagonian Expedition Race, considerata a livello mondiale l’ultima gara spedizione di livello internazionale in ambiente selvaggio, the last wild race.

 

Nove giorni , cinque ore e 22 minuti per concludere un percorso di 600 km e più di 10.000 metri di dislivello, che ha attraversato gli ambienti più disparati.

Ghiacciai perenni e montagne sotto la neve abbondate, territori spazzati da un vento sino a 100 km all’ora con pioggia e grandine che flagella il fisico, foreste primarie da attraversare a un km all’ora con  barriere di ammassi di tronchi caduti per centinaia di metri , distese di arbusti ad altezza umana che sembrano fatti apposta per trattenere incastrato chi vuole attraversarli, km di Turba, il caratteristico terreno spugnoso morbido ma sprofondevole e impregnato di acqua.

Abbiamo recuperato energie nelle entusiasmanti sezioni in mountain bike lungo la costa, spettacolari fiordi oceanici circondati da una fauna abbondante di volatili, dai condor e da specie endemiche uniche.

Abbiamo attraversato villaggi di legno e lamiere utilizzati dai locali solo nei pochi mesi primaverili ed estivi quando la neve lascia libero il terreno.

Nella sezione di kayak la squadra ha avuto la fortuna di pagaiare in una giornata di sole con un rarissimo mare calmo accompagnati dai delfini giocosi. Unico centro abitato attraversato è stato Puerto Natales, dove abbiamo ricevuto la solidarietà di Carmine, titolare della pizzeria bella Napoli. Ci siamo rifocillarsi con una magnifica pizza napoletana e con un ottimo tiramisù prima di dormire un paio di ore nel locale al caldo e ripartire nella notte.

Le difficoltà derivano anche dalle mappe 1/50.000 con pochi dettagli che lasciano spazio a sorprese di numerose valli e conformazioni di terreno  non  rappresentate in mappa che aumentano il dislivello da coprire e rallentano i tempi di percorrenza.

Concludere la gara è stato un successo incredibile visto che, a causa di infortuni dei componenti originari, il team si è stato formato solo un mese prima della partenza con due membri della squadra residenti in Uruguay, incontrati di persona solo pochi giorni prima della gara: Marco Ponteri, capitano, Telemaco Murgia (sardo), Andres Bonelli e Laura Rossi (italiani residenti in Uruguay).

Grazie al supporto di Gruppo Ethos Ristoranti Italiani, sponsor principale e agli sponsor tecnici Gul kayak Italia, gli italiani hanno mostrato la loro determinazione ed hanno saputo raggiungere l’obiettivo di tagliare il traguardo.

Al primo posto il team di profesionisti composto da membri di USA, Canada e Danimarca con sei edizioni già corse, secondi il team spagnolo tra i più forti al mondo, terzo il veterano team giapponese con già sette edizioni alle spalle, quarto il team irlandese, il primo nella storia della gara che ha concluso con tre donne e un uomo in squadra, quinti i brasiliani, sesto Freemind Italy, settimi i francesi che si non erano riusciti a concludere nella passata edizione e ultimi tra gli arrivati un altro team brasiliano. Gli altri team partiti si sono ritirati.

www.patagonianexpeditionrace.com